La Storia del Bolognese
La Storia del Bolognese
Il Bolognese non trova le sue origini nella città da cui prende il nome, bensì lungo le coste del mediterraneo in epoca pre- cristiana ad uso dei marinai che imbarcavano i predecessori dei nostri cagnolini come cacciatori di topi.
Proprio la loro natura da “ lupi di mare” ispirò Aristotele, che chiamò tutta la famiglia dei Bichon “Melitensis”, da “malàt” e cioè “rifugio, porto”. Il filosofo non indicava con questa classificazione cagnolini esclusivamente bianchi, ma tutti quelli che viaggiavano con le navi.
Inevitabilmente, essendo compagni di ogni viaggio dei mercanti, i “Melitensi” si diffusero presso le popolazioni italiche e numerose terracotte e decorazioni di vasi ci testimoniano l’amore che le matrone romane nutrivano per la razza.
Oltre alla simpatia li usavano come scaldini, e Marco Valerio Marziale dedicò versi alla cagnolina Issa del governatore Publio Aurelio.
Già nel I sec. d.C. il Bolognese era considerato un cane degno solo delle corte e di essere proprietà dei patrizi.
Nel ‘400 la razza fu stabilizzata ai canoni attuali, da questo momento in poi è possibile risalire ad una documentazione riguardante gli incroci e la selezione effettuata su questi cani, il cui rapporto con l’uomo è troppo antico perchè si riesca a fare luce sulle loro precise origini.
Il Bolognese fu usuale oggetto dei frequenti scambi di doni tra le corti europee di tutte le epoche: Filippo II, re di Spagna dal 1556 al 1598, scrisse al duca d’Este che gli aveva fatto dono di due Bolognesi: “ [...] è quanto di più regale potesse offrirsi ad un imperatore.”
Diffusosi alla corte francese, la più clamorosa proprietaria di Bolognese fu la marchese Pompadour.
Anche Caterina II di Russia, due secoli dopo, sicuramente non la pensava diversamente mentre le sue giornate venivano allietate dal Bolognese.
Ma non fu solo la nobiltà straniera ad apprezzare questa razza: Cosimo de Medici Il Vecchio, ne era un tale estimatore che ne regalò 8 alle autorità di Bruxelles, mentre Umberto di Savoia ne regalò alla futura sposa, Maria Josè del Belgio.
Con il declino dell’aristocrazia, nel ‘900, questa razza rischiò l’estinzione perchè non diffusa tra il popolino, ma ora, grazie all’intervento di pochi appassionati italiani conosce una discreta diffusione anche se l’E.N.C.I. dichiara che la razza è ancora diffusa esclusivamente nella sua terra d’origine, mentre rimane quasi sconosciuta all’estero.
Ma allora cosa c’entra il Bolognese con Bologna? Ebbene qui la razza si stabilizzò, distinguendosi dalla massa multiforme dei “melitensi” che comprendeva anche i Maltesi e Bichon in genere.
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